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Analisi di mercato

Wall Street sui massimi, rischio geopolitico ignorato

Saverio Berlinzani
April 16, 2026

S&P 500 E NASDAQ, NUOVI MASSIMI STORICI


Un mercoledì da leoni per Wall Street, con l’indice S&P 500 salito su nuovi massimi storici sopra quota 7.000 punti. Anche il Nasdaq ha guadagnato oltre l’1%, attestandosi sui massimi di gennaio e segnando anch’esso un nuovo record storico, trainato dai rialzi del settore tecnologico.


Broadcom ha registrato un balzo superiore al 3%, mentre Meta ha aggiunto quasi il 2% dopo aver annunciato un accordo per l’installazione di 1 gigawatt di chip AI personalizzati basati sulla tecnologia Broadcom.


Positive anche le altre megacap: Apple ha chiuso a +2,6%, Microsoft a +5%, Tesla a +7% e Nvidia a +0,5%.


Il sentiment degli investitori è rimasto costruttivo, sostenuto dalla speranza di una rapida de-escalation del conflitto in Iran, dopo che il presidente Trump ha affermato che la guerra iniziata dagli Stati Uniti insieme a Israele sarebbe prossima alla conclusione. Nel frattempo, il capo dell’esercito pakistano è arrivato a Teheran per contribuire a ottenere una proroga del cessate il fuoco, in scadenza martedì.


Parallelamente, l’attenzione del mercato si sta spostando sugli utili societari. Bank of America ha guadagnato fino al 2,5% dopo aver riportato utili del primo trimestre superiori alle attese, mentre Morgan Stanley è balzata di oltre il 5% grazie all’annuncio di ricavi record.


VALUTE


I cambi restano oscillanti all’interno del trading range delle ultime settimane, con il dollaro che si conferma tendenzialmente debole contro le principali valute. Il movimento si inserisce in una sorta di spinta alla dedollarizzazione, accompagnata da un clima di risk-on che sembra ormai considerare la guerra un falso problema.


L’EUR/USD, partito da 1,1780, è tornato lievemente sopra quota 1,1800 senza particolare momentum, fermandosi poi in area 1,1810.


L’USD/JPY ha ceduto terreno anche a causa dei timori di un possibile intervento della Bank of Japan sullo yen, con il rendimento del decennale giapponese ancora sopra il 2,40%.


L’indice VIX resta sotto quota 20, a 18 punti, confermando un mercato che non crede più allo scenario di guerra.


Il franco svizzero è stabile contro euro in area 0,9200, con USD/CHF sopra quota 0,7800. Le valute oceaniche restano in rialzo e vicine ai livelli chiave di 0,7200 e 0,5930. Poco da segnalare sul Cable, che continua a seguire EUR/USD ed EUR/GBP, oscillando nel range 0,8690–0,8740.

 

PETROLIO STABILE


Giovedì, dopo un avvio di settimana particolarmente volatile, i futures sul petrolio WTI si sono stabilizzati in area 88–91 dollari al barile, mentre il Brent quota intorno ai 92 dollari.


Il quadro resta legato alla prospettiva di un possibile cessate il fuoco definitivo tra Stati Uniti e Iran, nonché a un accordo più ampio che potrebbe porre fine al conflitto e consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.


Secondo alcune fonti, Washington e Teheran starebbero valutando un’estensione del cessate il fuoco, in vigore da due settimane, per concedere più tempo ai negoziati di pace.


Nel frattempo, lo Stretto di Hormuz resta di fatto chiuso, con il blocco navale statunitense sui porti iraniani ancora in vigore, mantenendo i mercati in stato di allerta per il rischio di ulteriori interruzioni delle forniture.


USA, PPI IN RIALZO


A marzo 2026, i prezzi delle importazioni negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,8% su base mensile, dopo un incremento rivisto al ribasso dello 0,9% a febbraio e risultando inferiori alle previsioni di mercato, che stimavano un balzo del 2%.


I prezzi di carburanti e lubrificanti sono saliti del 2,9%, il maggiore aumento da gennaio 2025, trainati dall’aumento dei costi del petrolio, che ha più che compensato il calo dei prezzi del gas naturale.


Su base annua, i prezzi delle importazioni sono cresciuti del 2,1% a marzo, segnando il maggiore incremento tendenziale da dicembre 2024.


PIL CINA IN CRESCITA


L’economia cinese è cresciuta del 5,0% su base annua nel primo trimestre del 2026, accelerando rispetto al 4,5% del quarto trimestre e superando le attese di mercato, ferme al 4,8%.


Si tratta della crescita più rapida degli ultimi tre trimestri, mentre Pechino si prepara alle potenziali ripercussioni della guerra con l’Iran. Finora, l’economia è riuscita ad assorbire lo shock con un impatto contenuto, grazie alle ampie riserve petrolifere, a un mix energetico diversificato e ai controlli statali che contribuiscono a limitare la volatilità dei prezzi.


Sul fronte commerciale, le esportazioni hanno registrato un forte rallentamento nel mese, mentre le importazioni sono aumentate in modo significativo.


Da segnalare infine il rallentamento delle vendite al dettaglio su base annua, cresciute dell’1,7%, dato nettamente inferiore sia al consensus del +2,4% sia al precedente +2,8%.


Saverio Berlinzani, analista ActivTrades

 

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