PER ORA LA TREGUA REGGE
Le tensioni geopolitiche restano al centro dell’attenzione dei mercati. Per il momento, fortunatamente, sembra aver prevalso ancora una volta il buon senso.
Il presidente Trump ha infatti dichiarato l’intenzione di estendere la tregua fino a quando non verrà presentata la proposta di pace iraniana e le discussioni non saranno concluse, in un modo o nell’altro.
Questo ha chiaramente riportato una certa serenità sui mercati, anche se va ricordato come Trump abbia spesso abituato gli operatori a repentini cambiamenti di posizione.
Per ora, tuttavia, la tregua sembra reggere.
Nella giornata di ieri, lo stesso presidente, intervenendo in un’intervista alla CNBC, aveva affermato che gli Stati Uniti si trovavano in una “forte posizione negoziale” con l’Iran, dichiarandosi fiducioso che Washington possa alla fine raggiungere un “ottimo accordo” con Teheran.
WALL STREET RALLENTA
Wall Street ha chiuso la sessione di martedì 21 aprile 2026 in territorio negativo, invertendo la rotta dopo un avvio di giornata promettente.
Nonostante l’apertura positiva, gli indici hanno infatti terminato la seduta in calo, penalizzati dall’incertezza legata ai negoziati tra Stati Uniti e Iran e dal nuovo aumento dei prezzi energetici.
Il Dow Jones ha chiuso in flessione dello 0,45%, nonostante l’apertura in rialzo. L’S&P 500 ha terminato la seduta in calo di circa lo 0,2%, mentre il Nasdaq ha subito la pressione del settore tecnologico, chiudendo in ribasso dopo un timido progresso iniziale dello 0,11%.
VALUTE
Il dollaro ha ripreso a rafforzarsi nella notte, con l’indice che si è mantenuto sopra quota 98,0 dopo i guadagni della sessione precedente.
Il movimento è arrivato in seguito al fallimento dei piani per un secondo round di colloqui di pace, evento che ha incrementato la domanda di valuta rifugio.
Secondo alcune fonti, il vicepresidente J.D. Vance avrebbe annullato un viaggio programmato a Islamabad per i negoziati, dopo che Teheran avrebbe comunicato agli Stati Uniti, tramite il Pakistan, la propria assenza all’incontro. L’Iran ha inoltre dichiarato che non riaprirà lo Stretto di Hormuz fintanto che la Marina statunitense continuerà a intercettare le navi.
Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha esteso l’attuale cessate il fuoco, affermando che sospenderà ulteriori attacchi fino a quando l’Iran non presenterà una nuova proposta e i colloqui non saranno conclusi.
Sul fronte politico, il candidato alla Federal Reserve Kevin Warsh si è impegnato a mantenere l’indipendenza dalla Casa Bianca, annunciando l’intenzione di portare avanti ampie riforme. Una posizione considerata più restrittiva di quanto previsto dai mercati.
In ambito valutario, l’EUR/USD è vicino al supporto di area 1,1720, mentre anche il cable è sceso intorno a 1,3500. L’USD/JPY è tornato sopra quota 159,30 dopo i dati record sull’export giapponese. Le valute oceaniche consolidano al rialzo.
GOLD
L’oro ha tentato, per ora senza successo, di superare quota 4.750 dollari l’oncia, recuperando comunque parte delle perdite della sessione precedente.
Il rimbalzo è arrivato dopo la decisione del presidente Donald Trump di estendere il cessate il fuoco con l’Iran, nonostante il fallimento dei piani per un secondo round di negoziati di pace.
Ciononostante, il metallo prezioso resta in calo di quasi il 10% dall’inizio del conflitto. Ulteriori pressioni sono arrivate a seguito dell’audizione di conferma al Senato del candidato alla presidenza della Federal Reserve, Kevin Warsh, che si è impegnato ad agire in modo indipendente.
Warsh ha auspicato un nuovo quadro di riferimento per affrontare l’inflazione persistente, senza tuttavia fornire dettagli operativi.
GIAPPONE, EXPORT RECORD
Le esportazioni giapponesi sono aumentate dell’11,7% su base annua, raggiungendo il record di 11.003 miliardi di yen a marzo 2026.
Il dato ha superato le previsioni di mercato, fissate all’11%, e segue il +4,0% registrato a febbraio. Si tratta del settimo mese consecutivo di crescita delle esportazioni, trainata soprattutto dall’aumento delle spedizioni verso i principali partner commerciali.
In particolare, si registrano forti incrementi verso Cina (+17,7%), Hong Kong (+7,6%), Taiwan (+27,1%), ASEAN (+19,7%), Unione Europea (+18,2%) e India (+8,5%).
La debolezza del tasso di cambio ha inoltre contribuito in modo significativo alla ripresa dell’export. Le vendite verso gli Stati Uniti sono cresciute del 3,4%, segnando il primo aumento in quattro mesi, grazie all’attenuarsi delle difficoltà legate ai dazi imposti dal presidente Trump.
Al contrario, le spedizioni verso la Russia sono diminuite del 9,4%, mentre quelle verso il Medio Oriente sono crollate del 45,9% a causa delle interruzioni legate alla guerra con l’Iran.
USA, VENDITE AL DETTAGLIO
Negli Stati Uniti, le vendite al dettaglio sono aumentate bruscamente dell’1,7% a marzo 2026, superando le attese di mercato fissate all’1,4%, dopo un incremento rivisto al rialzo dello 0,7% a febbraio.
Si tratta della crescita più sostenuta da marzo 2025, trainata principalmente da un aumento record del 15,5% degli incassi delle stazioni di servizio, dovuto all’impennata dei prezzi del carburante in seguito all’escalation del conflitto con l’Iran.
Nonostante l’aumento dei prezzi alla pompa, la spesa dei consumatori è rimasta solida nella maggior parte delle categorie, probabilmente sostenuta da rimborsi fiscali superiori alla media.
Le vendite al dettaglio core, al netto dei settori più volatili, sono aumentate dello 0,7%, superando ampiamente le previsioni dello 0,2%.
WARSH
Kevin Warsh, indicato dal presidente Donald Trump per la guida dellahi Federal Reserve, ha ribadito la necessità di definire un nuovo quadro di politica monetaria per affrontare un’inflazione che rimane persistente.
Lo ha dichiarato durante l’audizione di conferma davanti alla Commissione bancaria del Senato, un passaggio che gli osservatori definiscono già come uno dei più delicati e potenzialmente conflittuali degli ultimi decenni.
Warsh ha espresso “profonda gratitudine” per la fiducia ricevuta, richiamando al contempo i due pilastri del mandato della banca centrale statunitense: piena occupazione e stabilità dei prezzi.
Nel corso della testimonianza, il candidato ha inoltre sottolineato di essere “assolutamente convinto” della necessità di preservare l’indipendenza della Federal Reserve dalla politica, tema centrale nel dibattito in vista della sua possibile nomina.
Saverio Berlinzani, analista ActivTrades
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